Art.18, il governo punta sulla conciliazione

ROMA Il premier torna dal viaggio in Asia e già domani, con il ministro Fornero, potrebbe mettere mano ai circa settanta articoli del disegno di legge elaborati dai tecnici, partendo dal testo base della riforma del mercato del lavoro approvato dal Consiglio dei ministri. Monti, partito per l’Oriente con il nodo dell’articolo 18 da sciogliere, ritroverà sul tavolo la questione dei licenziamenti per motivi economici. Il governo tecnico non prevede più il reintegro, ma solamente l’indennizzo. Per ora il premier sembra volersi concentrare sulle procedure di conciliazione, già previste nelle linee guida della riforma, e sulla rapidità processuale nelle cause di lavoro. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri prevede, per i licenziamenti economici, che il giudice dichiari risolto il rapporto di lavoro, anche quando accerta l’inesistenza del giustificato motivo oggettivo addotto dall’azienda, e dispone il pagamento di un’indennità risarcitoria a favore del lavoratore (15 -27 mensilità). Resta sempre la possibiltà, per il dipendente, di dimostrare (assumendosi l’onere della prova) che il licenziamento economico nasconde ragioni discriminatorie o disciplinari. Nel testo base è già contemplata la facoltà dell’esperimento preventivo di una conciliazione davanti alla Direzione territoriale del lavoro con la possibilità, per il dipendente, di farsi assistere dal sindacato. I tecnici, in questi giorni, starebbero lavorando però a un’integrazione, per introdurre l’obbligo del tentativo di conciliazione per i licenziamenti economici. In quella sede la vertenza potrebbe essere risolta con una transazione di carattere economico. Se, invece, il tentativo dovesse fallire, il lavoratore potrebbe ricorrere al giudice: e se dovesse perdere la causa, però, potrebbe non ricevere nemmeno la cifra stabilita nel tentativo di conciliazione. Il rito abbreviato per affrontare le controversie mette, invece, d’accordo tutti. E sull’esclusione del reintegro per i licenziamenti economici la Cgil, da subito contraria, ha trovato una sponda forte e autorevole nella Chiesa. Nei giorni scorsi la Cei si è espressa per il reinserimento dell’opzione-reintegro, e lo ha fatto anche il settimanale “Famiglia Cristiana”. E ieri l’organizzazione sindacale guidata da Susanna Camusso ha promosso iniziative contro “i licenziamenti facili” davanti a molte chiese italiane. Oltre al ramoscello di ulivo i fedeli si sono visti consegnare i volantini con lo slogan: «Il lavoro non è una merce». Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, ha spiegato: «Questo riconoscimento di una vicinanza, disinteressata, fraterna e pastorale ci incoraggia e ci stimola ulteriormente a continuare su questa strada».

Annunci

0 Responses to “Art.18, il governo punta sulla conciliazione”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: