Passera: «Recessione per tutto il 2012»

ROMA L’Italia è in piena recessione e questa tendenza, stando alle previsioni, durerà per tutto il 2012. A ufficializzare la situazione di grave difficoltà del Paese è stato ieri il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, durante un’audizione alla commissione Bilancio della Camera. Quasi contemporaneamente, l’Ocse segnalava che in Italia la debole produzione industriale e il morale dei consumatori «suggeriscono una recessione per i primi due trimestri dell’anno». L’Ocse stima per il Paese una contrazione del Pil dell’1,6% nel primo trimestre e dello 0,1% nel secondo. Come se non bastasse, proprio ieri Piazza Affari ha vissuto una giornata nera, classificandosi nettamente come la peggiore tra le grandi Borse europee. E lo spread è risalito a quota 340 punti base, con il rendimento del 10 anni italiano al 5,21%. In una situazione così grave «il nostro compito – ha sottolineato il ministro – è invertire questa tendenza che non solo non crea posti di lavoro, ma addirittura rischia di creare ulteriori problemi». Qual è la ricetta per uscire dalla recessione? «Dobbiamo accelerare su tutte le riforme strutturali in programma e su tutte le leve della crescita», ha affermato il ministro. In particolare, Passera ha illustrato tre grandi aree d’azione: la competitività delle imprese, le infrastrutture e le liberalizzazioni. Nodo delicato, la stretta sui prestiti da parte delle banche. Si è creato un vero e proprio “credit crunch”, ha evidenziato Passera «e dobbiamo agire subito. Nei mesi scorsi il tema del credito è diventato un super-tema, perché si è concentrata una serie di cause gravi: mancanza di liquidità, aumento delle sofferenze, regole bancarie che hanno tolto altro capitale alle banche». Il ministro, nel suo intervento ad ampio raggio, ha toccato poi la questione-semplificazioni: «L’idea è di presentare ogni 2-3 mesi un pacchettone che tocchi la vita delle famiglie, ma soprattutto delle piccole e medie imprese». Circa le opere pubbliche, invece, l’idea del governo è poter vedere nei prossimi 12 mesi un ammontare di 40-50 miliardi complessivi di lavori indirizzati e il più possibile avviati». Il ministro ha anche detto che, tra le azioni da mettere in campo per risolvere il problema dei debiti insoluti, c’è prima di tutto l’adozione «in tempi più veloci di quelli previsti dall’Europa, della direttiva dell’Unione europea sui tempi dei pagamenti». L’obiettivo è restituire alle imprese circa il 50% dei debiti scaduti della Pubblica amministrazione (50-60 miliardi). «La decurtazione del debito scaduto è molto rilevante, soprattutto per le piccole e medie imprese» ha detto il ministro. Ma l’obiettivo cui il governo non può rinunciare «è il rigore e il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, grazie ai quali si è cominciato ad abbassare lo spread. Lo spread non ha un valore in sè, però se il debito costa il 10 o il 5 per cento in ragione dello spread fa una grande differenza». Nella sua lunga audizione, il ministro ha anche affermato che è evitabile il rischio di cessione di Snam ad acquirenti stranieri. Passera ha confermato, invece, che c’è qualche «area di ansietà» rispetto alla “golden share”, per il timore di perdere aziende strategiche. Infine, sul “beauty contest” per l’attribuzione delle frequenze televisive, Passera ha assicurato che la proposta del governo arriverà entro il 19-20 aprile e sarà in linea con l’idea iniziale, quella di non regalare le frequenze, in quanto bene dello Stato

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